Abstract
Nel 2025–2026, si osserva una netta transizione da un approccio descrittivo verso un design di prodotti nutrizionali e nutraceutici basato su ipotesi meccanicistiche, ricerca traslazionale e analisi sistemiche, inclusa la multi-omics, considerando il ruolo della matrice alimentare e della storia della lavorazione nel modellare la bioavailability e gli effetti fisiologici [1]. Contemporaneamente, gli "smart" nanocarriers sono identificati come una svolta nella formulazione, affrontando la bassa solubilità, la scarsa stabilità e la mancanza di rilascio controllato di sostanze attive, consentendo al contempo un rilascio stimolo-reattivo nei siti target (es. dipendente da pH/enzyme/redox) [2]. I percorsi "green" per l'ottenimento e la modifica degli ingredienti sono sempre più enfatizzati, inclusa l'estrazione con SFE-CO2 per le frazioni contenenti vitamin D3 e le biotrasformazioni mediante fermentazione microbica ed enzimi, che possono aumentare la bioattività (es. conversione di hesperidin in hesperetin) e generare nuove molecole in condizioni blande [2, 3]. Nella medicina clinica e nutrizionale, cresce l'importanza della nutrizione di precisione supportata dall'AI e dai dati biologici del paziente, mentre gli aspetti regolatori e di qualità si rafforzano: la necessità di un framework "evidence–dose–claim" e di una rigorosa classificazione della certezza delle prove (es. GRADE) per claim salutistici credibili e l'accettazione normativa [1, 2]. Parallelamente, emerge una convergenza tra tecnologie food–digital: dai modelli che prevedono la risposta glicemica basati su CGM e microbiota, alle piattaforme AI agent-based che accelerano lo sviluppo di ingredienti e prodotti [4, 5].
Introduction
I lavori raccolti dal 2025–2026 descrivono la "maturazione metodologica" della ricerca sui composti bioattivi e gli alimenti funzionali attraverso l'implementazione di strategie multi-omics (profilazione del microbioma, metabolomics, lipidomics) e uno spostamento verso paradigmi sistemici e traslazionali, più solidamente radicati nei meccanismi biologici [1]. In questi stessi materiali, viene costantemente sottolineato che la bioattività non può essere separata dalla matrice alimentare, dalla storia della lavorazione e dalla stabilità fisico-chimica, poiché questi elementi modellano la bioaccessibility e l'impatto fisiologico degli ingredienti [1]. In pratica, ciò significa che l'innovazione nel 2025–2026 è intesa non solo come un "nuovo ingrediente" ma anche come un nuovo modo di produrre, stabilizzare, consegnare, misurare l'effetto e dimostrare l'efficacia in una popolazione target correttamente definita [1, 2].
In questo periodo, tecnologia e regolamentazione diventano più strettamente collegate: viene direttamente postulato un framework di valutazione scientifica centrato sull'asse "evidence–dose–claim", destinato a convalidare rigorosamente l'efficacia, le relazioni dose-risposta sicure e l'idoneità per le popolazioni target per ogni ingrediente [2]. Contemporaneamente, in ambito digitale, si enfatizza la necessità di standardizzare i formati dei dati e le pipeline analitiche per garantire che i modelli predittivi siano affidabili e riproducibili, unitamente all'importanza di un'implementazione responsabile per la traslazionalità in applicazioni clinicamente significative ed eque [4, 6].
Dietary Supplements
Nelle citazioni fornite, le soluzioni tecnologiche riguardano principalmente il sourcing e il "design" degli ingredienti (estrazione, biotrasformazioni) e la loro formulazione (vettori, rilascio stimolo-reattivo), nonché la qualità delle evidenze e la logica dei claim salutistici. Le conclusioni seguenti si applicano quindi a tecnologie tipiche sia per i supplementi che per gli ingredienti per alimenti funzionali e prodotti medici, ma in questo capitolo sono interpretate dalla prospettiva dei supplementi come formulazioni focalizzate sulla fornitura di specifici composti bioattivi [2].
Sourcing and Biotransformations of Ingredients
Come esempio di sourcing avanzato di ingredienti, è stato indicato l'ottenimento di una frazione contenente vitamin D3 utilizzando l'estrazione con SFE-CO2 effettuata in un impianto pilota [3]. Nella stessa ottica di "eco-soluzioni", l'importanza delle tecnologie di biotrasformazione, inclusa la fermentazione microbica, è stata sottolineata come strategia per arricchire e diversificare il valore delle materie prime [2].
A livello di meccanismo di biotrasformazione, è stato descritto l'uso di sistemi enzimatici microbici, come β-glucosidases e esterases, per l'idrolisi e la modifica di composti legati nel materiale di partenza [2]. Un esempio dettagliato ha dimostrato che tale lavorazione può aumentare significativamente la bioavailability e la bioattività convertendo hesperidin in hesperetin più attiva, e contemporaneamente portare alla formazione di nuove molecole non presenti nella materia prima, mantenendo condizioni di produzione blande e di "green manufacturing" [2].
Delivery and Stabilization
È stato esplicitamente descritto che una svolta significativa nella tecnologia di formulazione è stata lo sviluppo di smart nanocarriers volti a superare le barriere d'applicazione in vivo degli ingredienti bioattivi derivanti dalle loro complesse proprietà fisico-chimiche e dai profili pharmacokinetic subottimali [2]. Questi sistemi sono progettati per affrontare sistematicamente i problemi pratici chiave: bassa solubilità, scarsa stabilità, distribuzione non specifica e mancanza di rilascio controllato dei principi attivi [2]. Il rilascio stimolo-reattivo è stato identificato come una variante particolarmente promettente, che consente un rilascio preciso nei siti target attraverso materiali che reagiscono a microambienti patologici, es. specifici livelli di pH, enzymes o redox [2].
Nell'area degli alimenti funzionali (spesso trasferita ai supplementi), viene inoltre enfatizzato il ruolo dei sistemi che mantengono la qualità e la stabilità degli ingredienti sensibili all'ossigeno, poiché questa strategia è presentata come cruciale per preservare la qualità, la potenza e la shelf-life degli "oxygen-sensitive nutrients" negli alimenti funzionali e nei supplementi [7].
Clinical Evidence and Claims Logic
Nei materiali raccolti, l'approccio "evidence–dose–claim" emerge con forza come condizione di credibilità: è stato indicato che è necessario stabilire un sistema di valutazione scientifica basato su "evidence–dose–claim", che convalidi rigorosamente l'efficacia, le relazioni dose-risposta sicure e le popolazioni target per ogni ingrediente [2]. Dalla prospettiva della pratica di supplementazione, un esempio importante è la sintesi delle evidenze per una sostanza specifica: l'inclusione di una revisione sistematica e meta-analisi valutata con la metodologia GRADE per la supplementazione di β-hydroxy-β-methylbutyrate (HMB) è stata descritta come un contributo importante e, più ampiamente, come un modello per la sintesi trasparente e la valutazione critica della certezza delle prove [1]. È stato direttamente sottolineato che il percorso verso claim salutistici credibili e l'accettazione normativa è "tracciato" dalla disciplina metodologica e dal rigoroso grading della qualità delle evidenze [1].
Functional Food
Il panorama nel 2025–2026 mostra uno spostamento verso un design sistemico e basato sui meccanismi, dove le interazioni dieta–microbiota–ospite sono analizzate in modo traslazionale, non solo descrittivo [1]. Metodologicamente, è stata sottolineata la maturazione attraverso l'uso della multi-omics, inclusi la profilazione del microbioma, la metabolomics e la lipidomics [1]. Allo stesso tempo, è stato costantemente indicato che la bioattività è indissolubilmente legata alla matrice alimentare, alla storia della lavorazione e alla stabilità fisico-chimica, che determinano la bioaccessibility e l'impatto fisiologico [1].
New Ingredient Classes and Product Concepts
All'interno del flusso di innovazione degli ingredienti, un posto speciale è occupato dai postbiotics, per i quali è stata adottata come standard la definizione ISAPP: "preparazione di microrganismi inanimati e/o loro componenti che conferisce un beneficio per la salute dell'ospite" [8]. Allo stesso tempo, è stato sottolineato che l'adozione di questa definizione non invalida altri approcci, e la nomenclatura rimane un "dibattito aperto e continuo" che non dovrebbe costituire un ostacolo principale al progresso della ricerca [8].
A livello meccanicistico, è stato descritto che i postbiotics possono rafforzare la funzione della barriera epiteliale, regolare le risposte immunitarie innate e acquisite e modulare l'espressione genica dell'ospite attraverso pattern recognition receptors e modifiche epigenetiche [9]. Contemporaneamente, sono state identificate le barriere chiave alla traslazione clinica, tra cui la variabilità della formulazione, la comprensione limitata delle interazioni intestino-cervello, la degradazione durante il transito gastrointestinale e la variabilità inter-individuale del microbioma [10].
Evidence and Health Effect Models
Nell'area della personalizzazione metabolica, è stato citato uno studio in cui i dati del continuous glucose monitoring sono stati combinati con dati clinici, comportamentali e variabili del microbiota intestinale per addestrare un modello di regressione gradient-boosted su una coorte di oltre 800 individui e 46.898 pasti [4]. Questo modello è stato in grado di prevedere accuratamente la risposta glicemica individuale a pasti specifici, consentendo la formulazione di raccomandazioni dietetiche personalizzate volte a ottimizzare gli effetti metabolici [4].
Nel campo dell'immunologia della tolleranza alimentare, è stato identificato un meccanismo in cui le risposte delle cellule Treg alle seed storage proteins possono costituire una via comune che porta alla tolleranza orale [11]. Inoltre, nell'area della tecnologia di delivery e degli interventi complessi (sinbiotici/multi-ingrediente), i risultati hanno mostrato che un "gel a doppia emulsione" potrebbe essere utilizzato per consegnare probiotici e CBD al tratto gastrointestinale [12]. Nel modello SHIME®, è stato riportato un aumento delle famiglie batteriche benefiche (Lachnospiraceae e Clostridiaceae), un delivery efficace, il rilascio e la persistenza di _L. plantarum_, e un aumento della produzione di butyrate e lactate [12], e l'analisi quantitativa ha mostrato un rilascio efficace di batteri probiotici dal gel (conteggi significativamente più alti dopo l'intervento) [12].
Processing and Manufacturing Technologies
Nell'area del processing, è stato sottolineato che i metodi non termici presentano vantaggi distinti: consentono la preservazione degli ingredienti termosensibili, aumentano la bioavailability modificando la matrice e supportano sistemi di incapsulamento innovativi che superano i limiti dei classici metodi termici [13]. Il processing ad alta pressione (HPP) è stato indicato come esempio, inattivando i microrganismi a pressioni di 400–600 MPa a temperatura ambiente e, nelle bevande fortificate, garantendo una migliore ritenzione di vitamine, polyphenols e attributi sensoriali rispetto alla pastorizzazione termica [13]. È stata menzionata anche la tecnologia PEF che, attraverso brevi impulsi di alta tensione, porta alla permeabilizzazione reversibile delle membrane cellulari, aumenta l'estrazione di phytochemical e inattiva i microrganismi con un effetto termico insignificante [13].
Nella bioproduzione, è stato evidenziato lo sviluppo dell'automazione del controllo della fermentazione: dispositivi edge computing integrati (es. NVIDIA Jetson AGX Orin) eseguono algoritmi di reinforcement learning che ottimizzano dinamicamente i parametri del bioreattore in tempo reale (temperatura, pH, velocità di agitazione) [14]. Su scala sistemica, è stata presentata una revisione della "precision fermentation", che integra il design dei ceppi, l'ingegneria dei bioprocessi, la fattibilità tecnico-economica, i risultati ambientali e la prontezza normativa in un unico framework, colmando le lacune delle revisioni precedenti focalizzate su prodotti o organismi [15]. Da una prospettiva di sostenibilità, è stato indicato che la precision fermentation, nel confronto tipico con l'allevamento animale convenzionale e i sistemi colturali, richiede meno terra e acqua, genera minori emissioni di gas serra e fornisce prodotti di qualità costante, privi di contaminanti [15], sebbene siano state simultaneamente enfatizzate barriere significative, come gli elevati costi di capitale ed energetici, i problemi di scaling, la complessità del downstream processing, le incertezze normative e l'accettazione da parte dei consumatori [15].
Medical Food
Nei materiali forniti, l'asse "medical food" è collegato alla nutrizione di precisione e alla medicina personalizzata, dove gli interventi sono adattati al profilo biologico del paziente (genomics, microbiota, marcatori metabolici), e l'AI è indicata come il percorso più probabile per implementare la nutrizione di precisione nella gestione delle malattie croniche [16, 17]. Nella pratica clinica, sono stati citati dati secondo cui gli studi clinici hanno "progressivamente dimostrato" risultati migliori delle terapie basate sul profilo genomico del paziente, sul microbiota intestinale o sui marcatori metabolici rispetto alle raccomandazioni dietetiche generiche tradizionali [16].
Clinical Evidence and Intervention Examples
Nell'area degli interventi microbiotici, sono stati citati risultati secondo cui la supplementazione con il ceppo _B. BBr60_ in uno studio clinico è stata associata a un miglioramento significativo del profilo lipidico attraverso l'aumento delle HDL e la diminuzione del colesterolo totale [18]. Negli stessi risultati, è stato notato anche un miglioramento della salute gastrointestinale, misurato da una diminuzione dell'NDI (p = 0.002), interpretato come un ridotto impatto del disagio gastrointestinale sul funzionamento quotidiano [18], così come un miglioramento dei sintomi gastrointestinali e degli stati emotivi insieme a una diminuzione significativa dei punteggi ADS (p = 0.000), inclusi i sintomi legati al consumo di alcol [18].
Contemporaneamente, in materiali regolatori-clinici, è stato mostrato che la FDA ha approvato una sBLA per PALYNZIQ (pegvaliase-pqpz), estendendo l'indicazione ai pazienti pediatrici di età 12+ con phenylketonuria [19], e la comunicazione ha indicato una riduzione significativamente maggiore dei livelli di phenylalanine nel sangue alla settimana 72 nel braccio PALYNZIQ rispetto al braccio "sola dieta" [19]. Per le malattie ultra-rare, LOARGYS è stata citata come terapia mirata al "driver primario" della malattia (arginine persistentemente elevata in ARG1-D), con approvazione accelerata della FDA basata sui risultati dello studio di Fase 3 PEACE, in cui LOARGYS ha ridotto significativamente l'arginine plasmatica rispetto al placebo dopo 24 settimane [20].
Nel campo delle malattie rare e della neurologia, è stato anche citato che leucovorin è il primo trattamento per la rara condizione genetica "cerebral folate deficiency" [21], e che Avlayah (infusione endovenosa settimanale) è stata approvata per il trattamento delle manifestazioni neurologiche della Hunter syndrome in specifiche condizioni cliniche e di popolazione [22].
Personalization Technologies and Patient Data
Nell'ambito dell'iper-personalizzazione della nutrizione, sono state indicate applicazioni di machine learning su dati raccolti "sul campo": i modelli di federated learning possono prevedere le risposte glicemiche basate sulla biometria da dispositivi indossabili, e le reti neurali decodificano le preferenze sensoriali dalle discussioni sui social media [14]. In un contesto di revisione, è stato sottolineato che l'AI può trasformare sia la precision fermentation verso la biosintesi sostenibile di proteine, enzymes e composti funzionali, sia i sistemi di dieta iper-personalizzata, integrando genomics, metabolomics e psicologia del consumatore per un matching delle raccomandazioni in "real-time" [14].
Safety and Research Gaps
Dalla prospettiva della sicurezza e dello sviluppo di prodotti medici e nutrizionali, è stato sottolineato che prima che le proteine vegetali possano essere commercializzate in applicazioni critiche (es. nutrizione infantile), è necessaria un'ampia valutazione del potenziale allergenico, inclusi test in vitro, studi sugli animali e, infine, studi clinici nei neonati [23]. Inoltre, è stato indicato che attualmente nessun'altra proteina vegetale (es. pisello, lenticchia, favino) è approvata per l'uso in formule per l'infanzia per bambini di età < 1 anno, e esiste un gap di dati riguardante la loro allergenicità in questa fascia d'età [23].
Nell'area delle interazioni nutrizione-farmacologia, è stato evidenziato che l'impatto della trasformazione alimentare sull'assorbimento dei farmaci, sul metabolismo e sulla successiva attività farmacologica è "urgente ma insufficientemente esplorato", il che implica una lacuna significativa per la progettazione di interventi dietetici e medici in condizioni nutrizionali reali [24].
Breakthrough Technologies
Nel 2025–2026, le tecnologie "trasversali" combinano tre livelli: (1) produzione e modifica degli ingredienti (estrazione e biotrasformazioni), (2) sistemi avanzati di formulazione e delivery, e (3) piattaforme dati, standardizzazione e AI che supportano il design e la convalida degli effetti. Nelle citazioni raccolte, questi elementi appaiono come componenti di un'unica, coerente direzione di sviluppo, in cui i prodotti sono "disegnati" simultaneamente a livello di chimica, vettore ed evidenza clinica [2].
Delivery Engineering
Gli smart nanocarriers sono stati presentati come una svolta critica nella tecnologia di formulazione, consentendo il superamento delle barriere in vivo derivanti dalle proprietà fisico-chimiche e pharmacokinetic degli ingredienti bioattivi [2]. È stata definita anche una serie di problemi che questi sistemi sono destinati a risolvere, tra cui solubilità, stabilità, distribuzione non specifica e controllo del rilascio [2]. Il rilascio stimolo-reattivo, attraverso materiali che reagiscono a pH, enzymes o redox in microambienti patologici, è particolarmente promettente, poiché è destinato a consentire un rilascio preciso nel sito target [2].
Biotransformations and Fermentation
Nell'area delle biotrasformazioni, la fermentazione microbica è stata indicata come una soluzione "eco-friendly" per arricchire e diversificare il valore delle materie prime [2]. Meccanicisticamente, è stato descritto il ruolo degli enzimi microbici, come β-glucosidases e esterases, nell'idrolisi e nella modifica dei componenti legati nel materiale di partenza [2]. Di conseguenza, è stata riportata la possibilità di aumentare la bioavailability e la bioattività, inclusa la trasformazione di hesperidin in hesperetin più attiva e la generazione di nuove molecole in condizioni blande coerenti con i principi del "green manufacturing" [2].
Personalization and AI Platforms
Nelle fonti citate, appare il concetto di piattaforma di sviluppo e personalizzazione, i cui "pilastri" includono la valutazione individuale multidimensionale, interventi adattivi e sistemi di feedback, e il "design e formulazione intelligente alimentata dall'AI" [2]. In una vena simile, è stato indicato che la gestione personalizzata della salute deve essere raggiunta attraverso una piattaforma integrata di dati e prodotti, analizzando le differenze individuali e fornendo soluzioni su misura [2].
Come esempio di accelerazione digitale della R&D, è stata presentata AMBROSIA, una piattaforma AI agent-based che integra dati biologici con "operazioni di ricerca intelligenti", destinata ad accelerare lo sviluppo dei prodotti, ottimizzare la caratterizzazione degli estratti e identificare nuovi mercati target per gli ingredienti esistenti [5]. Nell'area della produzione, è stato indicato anche l'edge-RL per l'ottimizzazione dinamica in tempo reale dei parametri del bioreattore, formando la base tecnologica per processi di fermentazione più stabili ed efficienti [14].
Standardization of Evidence
I materiali hanno indicato due assi complementari di standardizzazione: standardizzazione dei dati e standardizzazione delle evidenze. Dalla prospettiva dei dati, è stato sottolineato che la standardizzazione dei formati, del preprocessing e dei framework analitici è essenziale per la creazione di modelli affidabili, riproducibili e trasferibili [4]. Dalla prospettiva delle evidenze cliniche, l'importanza dell'approccio GRADE (usando l'HMB come esempio) è stata evidenziata come modello per la sintesi trasparente e la valutazione della certezza delle prove [1], ed è stato anche sottolineato che l'accettazione normativa e i claim salutistici credibili richiedono disciplina metodologica e un rigoroso grading della qualità delle evidenze [1]. Inoltre, il framework "evidence–dose–claim" è stato direttamente postulato come sistema scientifico per valutare efficacia, sicurezza e idoneità per le popolazioni target [2].
Trends
In tutto il 2025–2026, si possono identificare diversi trend che ricorrono costantemente nelle fonti citate e collegano supplementi, alimenti funzionali e prodotti medici in un unico ecosistema di innovazione.
Il primo trend è il passaggio dalla "catalogazione descrittiva" alla ricerca guidata da ipotesi, meccanicistica e traslazionale, esplicitamente descritta come un campo "in transizione attiva" [1]. Il secondo è l'istituzionalizzazione degli approcci multi-omics come strumento per la maturazione metodologica della ricerca sulla bioattività e sulle interazioni dieta–microbiota–ospite [1].
Il terzo trend è il design di prodotto "matrix-aware", che tratta la matrice alimentare, il processing e la stabilità come determinanti della bioaccessibility e degli effetti fisiologici, piuttosto che come dettagli tecnologici di secondo ordine [1]. Il quarto è uno spostamento dai probiotici come unico asse dell'innovazione microbiotica verso i postbiotics, con un tentativo di unificare la definizione attraverso lo standard ISAPP, pur riconoscendo che la nomenclatura rimane un dibattito aperto [8].
Il quinto trend è il ruolo crescente dell'AI nella personalizzazione e nella R&D: dai modelli predittivi della risposta glicemica costruiti su CGM e variabili del microbiota, alle piattaforme agent-based che integrano dati biologici con operazioni di ricerca per accelerare lo sviluppo dei prodotti [4, 5]. Il sesto trend è l'automazione e l'"intelligenza di processo" nella bioproduzione, incluso il reinforcement learning che ottimizza i parametri del bioreattore in tempo reale, supportando la stabilità e l'efficienza dei processi di fermentazione che producono ingredienti funzionali [14].
Challenges
Le sfide identificate per il 2025–2026 sono di natura traslazionale, normativa e ingegneristica, e molte di esse riguardano ciò che accade "tra" il laboratorio, la produzione, il mercato e la pratica clinica.
Nell'area del microbiota e dei postbiotics, le barriere traslazionali includono la variabilità della formulazione, la degradazione nel tratto gastrointestinale, la comprensione limitata delle interazioni intestino-cervello e la variabilità inter-individuale del microbioma, che complica sia il design dello studio che la prevedibilità degli effetti nella popolazione [10]. Contemporaneamente, nell'area delle nuove classi di ingredienti, è stato indicato che la nomenclatura (es. postbiotics) rimane un dibattito aperto, sebbene non debba bloccare il progresso, il che in pratica significa la necessità di un lavoro parallelo su definizione, standard di qualità e criteri di evidenza [8].
Nell'area dei dati e dell'AI, è stato indicato che la standardizzazione dei formati dei dati, del preprocessing e dei framework analitici è una condizione per modelli riproducibili e trasferibili [4]. Allo stesso tempo, è stato sottolineato che l'ulteriore miglioramento della metodologia e un'implementazione responsabile sono cruciali per tradurre le innovazioni in applicazioni clinicamente significative ed eque [6].
Nell'area della bioproduzione e della "precision fermentation", sono state descritte barriere legate ai costi di capitale ed energetici, problemi di scaling, complessità del downstream processing, accettazione dei consumatori e incertezza normativa [15]. Dalla prospettiva della fattibilità e della sostenibilità, è stato anche sottolineato che la selezione dei ceppi, il design del processo e il downstream processing influenzano fortemente la sostenibilità e la redditività commerciale, dettando il ritmo per le priorità di sviluppo tecnologico nei prossimi anni [15].
Nell'area della sicurezza e della pratica clinica, è stato identificato un gap di ricerca riguardante l'impatto della trasformazione alimentare sull'assorbimento dei farmaci, sul metabolismo e sull'attività farmacologica, ritenuto urgente ma insufficientemente studiato [24]. Nelle applicazioni nutrizionali critiche, è stato anche indicato che è necessaria una valutazione completa dell'allergenicità (in vitro, animali, infine studi infantili) prima di commercializzare nuove proteine vegetali e, allo stesso tempo, è stata notata la mancanza di approvazioni per proteine vegetali alternative nelle formule per l'infanzia < 1 anno e la mancanza di dati sull'allergenicità in questo gruppo [23].
Implications
Le fonti citate rivelano implicazioni pratiche che possono essere organizzate attorno a tre domande: come produrre ingredienti, come consegnarli nel corpo e come dimostrare e scalare i loro effetti.
Per i produttori, due direzioni tecnologiche parallele sono fondamentali: da un lato, sourcing avanzato e biotrasformazioni (SFE-CO2 per frazioni con vitamin D3 e fermentazione microbica/enzimi che possono aumentare la bioattività e generare nuove molecole) [2, 3], e dall'altro lato, lo sviluppo di sistemi di formulazione che risolvano problemi di solubilità, stabilità e rilascio controllato, incluso il rilascio stimolo-reattivo in microambienti target [2]. Per i dipartimenti R&D, un ulteriore "acceleratore" sono le piattaforme AI che integrano dati biologici con operazioni di ricerca per accelerare lo sviluppo di prodotti e caratterizzare gli estratti, un esempio delle quali è AMBROSIA [5].
Per i clinici e i team dietetici, è importante il crescente supporto di dati e modelli: è stato dimostrato che i modelli basati su CGM combinati con dati clinici, comportamentali e del microbiota possono prevedere accuratamente la risposta glicemica e consentire la personalizzazione delle raccomandazioni [4]. Anche la posizione secondo cui le terapie e le raccomandazioni basate sul profilo genomico, sul microbiota o sui marcatori metabolici producono risultati migliori rispetto alle raccomandazioni generiche, e che l'AI è il percorso più probabile per implementare la nutrizione di precisione nella gestione delle malattie croniche, è di supporto [16, 17].
Per i regolatori e i team di conformità della qualità, è stata formulata direttamente la necessità di framework "evidence–dose–claim", ed è stato sottolineato il ruolo di una rigorosa valutazione della certezza delle evidenze (GRADE) come fondamento per claim salutistici affidabili e accettazione normativa [1, 2]. Per i sistemi di dati e la sorveglianza digitale, è stato sottolineato che la standardizzazione dei formati dei dati e delle pipeline è essenziale per modelli riproducibili e trasferibili, e un'implementazione responsabile è una condizione per la traduzione in applicazioni clinicamente significative ed eque [4, 6].
Per mostrare sinteticamente come le implicazioni formino una "mappa decisionale" nella fase di sviluppo del prodotto, la tabella seguente compila i quattro assi di innovazione più frequentemente citati insieme ai benefici tipici e alle barriere, esattamente come emergono dalle fonti citate.
Perspectives
I materiali citati indicano che lo sviluppo più probabile nei prossimi anni comporterà un'ulteriore integrazione di design meccanicistico, standardizzazione delle evidenze e piattaforme di personalizzazione digitale. Da un lato, il campo della ricerca sugli ingredienti bioattivi è già stato descritto come in movimento verso paradigmi guidati da ipotesi, meccanicistici e traslazionali, supportati dalla multi-omics [1]. Dall'altro lato, è stato sottolineato che la bioattività non è indipendente dalla matrice e dal processing, il che suggerisce un'ulteriore intensificazione degli approcci "matrix-aware", dove il processing non termico e i sistemi di delivery saranno co-progettati con l'obiettivo biologico [1, 13].
Nell'area della digitalizzazione, la traiettoria attesa è duplice: (1) lo sviluppo e l'adozione di piattaforme che integrano dati e prodotti per fornire soluzioni sanitarie su misura, e (2) l'uso dell'AI per accorciare i cicli di R&D e automatizzare i processi produttivi. Questa traiettoria è direttamente supportata dalla tesi secondo cui la gestione personalizzata della salute deve materializzarsi attraverso una piattaforma integrata di dati e prodotti [2], così come dall'esempio della piattaforma AMBROSIA, che combina dati biologici con operazioni di ricerca per accelerare lo sviluppo dei prodotti [5]. Allo stesso tempo, i lavori citati indicano le condizioni necessarie per questa trasformazione: standardizzazione dei dati e implementazione responsabile, affinché le innovazioni si traducano in applicazioni clinicamente significative, riproducibili ed eque [4, 6].
Infine, nell'area della regolamentazione e delle evidenze, è molto probabile un ulteriore rafforzamento del rigore valutativo, poiché sono stati sottolineati sia la necessità di framework "evidence–dose–claim" [2] sia il ruolo centrale del grading della qualità delle evidenze (GRADE) nel percorso verso claim salutistici affidabili e accettazione normativa [1].